Bloccato piano di prelievo femmine e piccoli di capriolo

30/08/2018 22:41:32

Una associazione che si dovrebbe interessare della gestione della Caccia di Selezione è riuscita la dove neppure le Associazione Protezionistiche più estremiste erano riuscite

Ormai da qualche giorno il mondo dei Cacciatori di Selezione si trova ad affrontare una situazione che mai nessuno avrebbe potuto sospettare che accadesse: una associazione che si dovrebbe interessare della gestione della Caccia di Selezione è riuscita a fare quello che neanche  le Associazione Protezionistiche più estremiste erano riuscite neanche a pensare. BLOCCARE I PIANI E I TEMPI DI PRELIEVO DI FEMMINE E PICCOLI DELLA SPECIE CAPRIOLO.

Vogliamo essere certi che nessuno possa confondere tale associazione (urca – gestione fauna e ambiente) con la nostra Associazione URCA-UNCAA, la quale, caso mai, si è battuta negli ultimi 5 anni per il “ritorno alle origini”, cioè ai prelievi effettuati, fino al 2012, per tutte le classi di sesso ed età fin dal periodo estivo.

Questa posizione era stata assunta non per un semplice desiderio di rispetto della “tradizione” ma al contrario per andare incontro alle sempre maggiori problematiche che la presenza di ungulati crea sia al mondo agricolo che alla società civile.

Badate bene, questo non vuol dire assolutamente la ricerca ossessionante di “abbattimenti”: non sono i numeri che ci interessano, non cerchiamo e non vogliamo un capo in più di quello che possa essere scientificamente giustificato, noi vogliamo essere certi che la popolazione di Capriolo venga mantenuta in assoluto benessere e nel contempo evitare il continuo aumento di richieste per i danni in agricoltura (specie durante il periodo di maturazione delle uve).

Ma per fare tutto ciò non è possibile “improvvisare”, è obbligatorio sapere di cosa si parla, conoscere i dati storici, conoscere le possibili variazioni nel tempo dei dati biometrici  e di consistenza nei vari territori delle popolazioni di Capriolo. Questo naturalmente richiede impegno, tempo, serietà e sudore, perché vuol dire raccogliere dati tutto l’anno, sia nella fase preparatoria, sia nella fase “Caccia” e nella fase “post-abbattimento”.

 Purtroppo invece nelle riunioni dei Distretti della nostra provincia  che si sono tenute negli ultimi anni, più volte, associati e rappresentanti di “urca - gestione fauna ambiente” hanno manifestato dissenso verso una gestione così attenta, forse cercando la possibilità di una più ricca “raccolta tessere”  portando avanti una politica basata su promesse dirette al “non sudare” e spesso gestendo i distretti con la tecnica del “facite ammuina” (cioè : fate quanta più confusione possibile).

Per noi la D.G.R.T. n.633/2018  nella parte riguardante le “motivazioni” era ed è sufficientemente esaustivo e, senza volere aggiunge nulla di più vorremmo riportare una piccola serie di numeri che spiega la nostra “difesa” di tale deliberazione.

Dati relativi agli ultimi due anni di Selezione aperta anche a Femmine e Piccoli nel periodo estivo (N.B. dal 1 agosto) e dati del 2016-17 e 2017-18.

 

Tot. Piano

M.AD.+m.g.

Femm.

Picc.

Perc.Abb./Piano 2010-2011

70,3%

80,5%

75,7%

55%

Perc.Abb./Piano 2011-2012

71,0%

79,0%

77,0%

56.9%

 

 

 

 

 

Perc.Abb./Piano 2016-2017

50,0%

73,0%

43,9%

32,5%

Perc.Abb./Piano 2017-2018

63,4%

87,4%

57,6%

42,3%

 

Chiunque non voglia o non sappia leggere in questi dati un preoccupante segnale di futura ma certa “destrutturazione” della popolazione di Caprioli nella nostra provincia (e non solo) o non sa di cosa parla o non lo vuole sapere.

Ancora una nota: cosa potrà pensare la Corte quando l’11 settembre (brutta data) dovrà decidere sul futuro della Caccia di Selezione? Se fosse un “anticaccia” si troverebbe “l’agnello sacrificale” servito su di un piatto d’argento perché supportato da un gruppo di “cacciatori” e non dalla solita Associazione Ambientalista (come nel caso del WWF in Umbria); nel caso contrario come potrebbe mai pensare che una associazione di  “cacciatori” abbia potuto fare qualcosa di contrario ai propri interessi?

Commenti:

Mario.F04/09/2018 12:04:11
Visto che la polemica infuria e che tutti i cacciatori di selezione si sentono presi in giro da questa sconsiderata e misera trovata estiva, è opportuno quindi dire anche la nostra a riguardo, insieme alla comunicazione già pubblicata. La decisione di ritornare - almeno parzialmente, perché si trattava di 1 mese in più di caccia - al regolamento venatorio di alcuni anni fa era stata presa alcune settimane fa dalla Regione Toscana, sentiti i pareri di autorevoli tecnici (leggi Prof. Apollonio) ed anche in conseguenza delle difficoltà di attuazione dei piani di abbattimento verificatasi negli ultimi anni, da quando l’ISPRA impose il precedente regime solo invernale degli abbattimenti di femmine e piccoli. L’iniziativa di quell’urca fauna e ambiente non è solo sconcertante, come l’ha definita qualcuno, ma decisamente vomitevole , e lo sottolineo, perché: • Viene da cacciatori contro altri cacciatori, e questo non è mai accettabile. E lo è ancora di meno perché darà sicuramente dei motivi in più a coloro che da sempre ci fanno la guerra; • Viene motivata affermando che non è ETICO abbattere in estate i piccoli e le femmine, mentre lo è in inverno. Cioè nella stagione invernale è più etico abbattere i piccoli perché sono più grossi, così come le femmine che hanno dentro grossi feti! • Viene da gente che da quando c’è la caccia di selezione ha approfittato alla grande della situazione con gli abbattimenti estivi a tutte le classi di età del capriolo, a far data dal 1° agosto. Domanda: ma a quell’epoca l’ETICA dov’era? Improvvisamente dunque questi personaggi si ergono a difensori dell’ambiente più degli ambientalisti più estremisti, cioè di quelli che - guarda il caso - non hanno avuto niente da dire quando la Regione Toscana ha approvato il regolamento “incriminato”. Ma loro hanno capito la situazione, pur non essendo cacciatori. Tutto questo si commenta da solo ed il vomito viene spontaneo, anche perché sappiamo tutti chi sono questi novelli paladini dell’antagonismo ambientalista, le loro “imprese” presenti e passate e le loro complicità!... Ma forse è proprio per questo che non si vergognano di niente: speriamo solo che dopo aver gettato discredito sul prof. APOLLONIO che loro hanno voluto nel loro Comitato Tecnico-Scientifico, sulla Regione Toscana, sulle Associazioni Agricoltori, le ATC e sulla stragrande maggioranza del mondo venatorio che loro certamente non rappresentano (visto che rappresentano solo sé stessi e pochi altri) possano finalmente avere quello che si meritano.
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