Lettera sulla drammatica situazione della caccia di selezione in provincia di Arezzo

12/01/2016 15:25:54
 
 
Arezzo lì 11/01/2016
Ill.mo Sig. Prefetto di Arezzo
Ill.mo Sig. Questore di Arezzo
Egr. Assessore Caccia e Pesca Regione Toscana
Egr. Dirigente Ufficio Caccia Regione Toscana
Spett/le ATC Arezzo
Spett/le Arci Caccia Arezzo
Spett/le Arci Caccia Toscana
Spett/le Arci Caccia Nazionale
Spett/le Enalcaccia Arezzo
Spett/le Enalcaccia Toscana
Spett/le Enalcaccia Nazionale
Spett/le FIDC Arezzo
Spett/le FIDC Toscana
Spett/le FIDC Nazionale
Spett/le Libera Caccia Arezzo
Spett/le Libera Caccia Toscana
Spett/le Libera Caccia Arezzo
Spett/le Coldiretti Arezzo
Spett/le Coldiretti Toscana
Spett/le Coldiretti Nazionale
Spett/le CIA Arezzo
Spett/le CIA Toscana
Spett/le CIA Nazionale
Spett/le Confagricoltura Arezzo
Spett/le Confagricoltura Toscana
Spett/le Confagricoltura Nazionale
Oggetto : la situazione drammatica della caccia di selezione in provincia di Arezzo.
La data del 30 aprile 2015 doveva rappresentare l’inizio di un’epoca di cambiamenti che avrebbero dovuto
portare alla risoluzione dei problemi che ruotano intorno alla Gestione degli Ungulati in generale e dei
Cervidi e Bovidi in particolare (argomento di cui noi ci interessiamo da più di 25 anni).
L’obiettivo dichiarato di Amministrazioni Pubbliche, Associazioni degli Agricoltori e Venatorie, e ATC
“Arezzo” doveva essere quindi mettere in atto strumenti idonei ad ampliare la platea dei soggetti “utili” alla
Gestione di Cervidi e Bovidi (i “prestatori d’opera” cioè i Cacciatori) e nel contempo riuscire a ridurre la
“pressione” che gli Ungulati esercitano sulle attività umane.
Questo argomento, particolarmente sentito ed urgente, ha indotto sia la Regione che la Prefettura ad
intervenire rapidamente con provvedimenti ad hoc: la Regione ha presentato una “Legge Obiettivo”, la
Prefettura ha riunito in data 12.08.2015 il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica.
E gli altri attori con funzioni pubbliche quali la Provincia e l’ATC cosa hanno fatto ?
La prima ha emesso una raffica di “Decreti del Presidente” qui sotto riportati con cui ha certamente assolto (in alcuni casi) agli obblighi che derivano a questo Ente dalle Leggi Nazionali e Regionali, ma in altri casi sembra essersi scordata che questa “dipendenza” è totale e non solo quando fa comodo. V’illustreremo i punti per noi estremamente critici.
  • Decreto 513 – Mezzi consentiti per la Caccia la Cervo:

    Però il Regolamento Regionale n. 33/r del 26/07/2011 distingue molto chiaramente la “Gestione faunistica-venatoria del Cervo appenninico” (Capo IV) dal “Prelievo selettivo degli altri Ungulati” (Capo III); infatti all’art.100 comma 6 recita “Le province possono disciplinare la caccia di selezione con l’uso dell’arco”, ma all’art. 110 (riportato nel Decreto con evidenti ed interessate omissioni) recita “Il prelievo dei soggetti previsti dal programma annuale operativo può essere eseguito ESCLUSIVAMENTE con fucile a colpo singolo o a ripetizione manuale con una o più canne rigate avente calibro non inferiore ai 7 millimetri, o 270 millesimi di pollice dotato di ottica di puntamento”.
  • Quindi a nostro parere, ma anche a parere della Regione (interpellata sull’argomento da una Associazione Venatoria), la Provincia con il Decreto n.513 ha indotto i Cacciatori alla possibilità di incorrere in un reato, reato che se eventualmente commesso da un componente della ATC dovrebbe portare alla esclusione dello stesso dal Comitato.
  • Decreto 233 - Decadenza “Convenzione UNCAA –URCA Provinciale” vs. Decreto 322 – Regolamento Transitorio: i due Decreti sembrano in contrasto tra di loro in quanto se nel primo si sanziona la “decadenza della Convezione con URCA Provinciale-UNCAA” , nell’altro se ne proclama inconsapevolmente la “sopravvivenza” quando all’art.5 comma 5 si recita “Le specifiche tecniche comprensive dei protocolli operativi, delle schede di rilevamento e delle modalità di elaborazione dei dati sono contenute nel Piano Faunistico Venatorio, nel protocollo tecnico in essere tra la provincia di Arezzo e I'ISPRA per la gestione dei cervidi e bovidi e nel piano poliennale per la gestione del cervo del comprensorio acater orientale.” Inconsapevolmente perché facendo riferimento al “Protocollo Tecnico tra Provincia di Arezzo e ISPRA” l’estensore del Decreto si è scordato che il Protocollo stesso riconosce come “attore attivo” URCA Provinciale-UNCAA sia al punto 4.1.3. (La Provincia di Arezzo si avvale del ruolo dell’URCA per l’organizzazione e la gestione della Caccia di Selezione…..) e al punto 6.1 (L’elaborazione dei dati e l’elaborazione dei Piani di Prelievo dei Distretti……con il supporto tecnico ed organizzativo dell’URCA Provinciale). Il risultato di tutto ciò è che se la Convenzione era decaduta il 30/04/2015, anche il Protocollo d’intesa perdeva la sua validità perché URCA Provinciale non poteva più assolvere i compiti assegnategli nel Protocollo stesso. A seguito di tutto ciò i Piani di Abbattimento utilizzati nella stagione in corso potrebbero non essere validi (dal punto di vista puramente legale), in quanto il “parere favorevole da parte dell’ISPRA sui PPA ……. è implicitamente accordato ……. redatti in conformità con il presente Protocollo ” . In conclusione, se ISPRA fosse stata messa a conoscenza dalla Provincia dei cambiamenti in atto, forse “il parere favorevole implicitamente accordato” non sarebbe stato così implicito e i PPA sarebbero dovuti sottostare a un controllo ben diverso.
    Facendo i pignoli forse anche lo stesso Calendario Venatorio (Decreto 281 del 22/05/2015) potrebbe presentare qualche crepa perché anche li è riportato:
    “VISTO il protocollo tecnico tra la Provincia di Arezzo e l'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale, per la gestione dei cervidi e bovidi" firmato in data 12 luglio 2012, ed in particolare il punto n. 9, il quale recita:
    9. PERIODO DI VALIDITA' DEL PROTOCOLLO E SUA APPLICAZIONE
    Il presente protocollo ha validità pari alla durata del Piano Faunistico Venatorio Provinciale e quindi fino al 31/12/2015. Eventuali integrazioni o modifiche al presente protocollo dovranno essere approvate con il consenso dell'ISPRA.
    I Piani di Prelievo annuali (PPA) dei distretti di gestione e delle AFV dovranno essere redatti in conformità ai criteri tecnici contenuti nel presente documento.
    L'approvazione del presente protocollo tecnico da parte della Giunta Provinciale e la successiva ratifica da parte dell'ISPRA, comporta che il parere favorevole da parte dell’ISPRA sui PPA dei distretti di gestione e delle AFV, redatti in conformità con il presente protocollo, è implicitamente accordato. Ciò significa che l'ISPRA non rilascia più il parere ma esercita un'azione di controllo sulla congruenza tra i suddetti PPA ed i principi tecnici del protocollo.
    Per tale scopo la Provincia invia annualmente all'INFS in forma schematica, i dati riassuntivi dei PPA dell'anno precedente, comprensivi dei dati relativi al numero dei capi abbattuti ed alla % di realizzazione dei piani, nonché di altre informazioni disponibili ed utili per la valutazione della qualità della gestione dei cervidi e bovidi nel territorio provinciale.
    PRESO ATTO che i piani di prelievo annuali 2015/2016 (PPA) dei distretti di gestione e delle Aziende Faunistico Venatorie (AFV) per capriolo, daino e muflone, sono conformi al "Protocollo tecnico tra la Provincia di Arezzo e l'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale per la gestione dei Cervidi e Bovidi”.
    La domanda anche in questo caso è: sono conformi?
     
  • Decreti 506, 507 e 577: Dimissioni e Nomine dei due rappresentanti degli Enti Locali nel Comitato ATC. Certamente nulla d’illegale, nulla da eccepire sulle persone scelte, in quanto tali, ma sicuramente qualcosa di poco opportuno è stato fatto: i due nominativi scelti nulla hanno a che fare con gli “Enti Locali”, bensì sembra che la loro scelta abbia spostato completamente gli equilibri che si stavano venendo a creare all’interno del Comitato stesso.
Passiamo all’attività dell’ATC e al comportamento di alcuni suoi membri: dopo le prime dichiarazioni d’intenti, molto suadenti, l’operato non è stato allo stesso livello. Hanno tentato una rivoluzione (con il supporto della Provincia) nei confronti di un sistema “Caccia di Selezione” che veniva da un iter durato 26 anni, anni in cui è sempre stata ricercata una “evoluzione” continua, con modifiche, aggiustamenti, ritocchi sia ai Regolamenti che ai Disciplinari collegati, nel rispetto di Leggi Nazionali, Regionali, indicazioni INFS-ISPRA. Da sempre il risultato di tale “metodo” è stata una crescita continua sia in termini di Cacciatori praticanti che in risultati di Gestione Faunistica: comunque una gestione estremamente positiva visti i riconoscimenti ottenuti sia a livello Nazionale che Internazionale, oltre ai molti rapporti instauratisi con Università, ricercatori, INFS (prima) e ISPRA (poi).
Sembra che chi dal 30 aprile 2015 si è trovato a dover gestire la Caccia di Selezione abbia deciso che la linea da seguire fosse l’improvvisazione; e allora è stato un susseguirsi di promesse (non mantenute) d’interesse all’opinione dei Cacciatori, di promesse di tipo “elettoralistico - populista” riguardo ai censimenti, la raccolta di dati biometrici (no mandibole e trofei, quasi fosse un reato fornire tali dati alle Società scientifiche interessate), con l’obiettivo dichiarato di far aumentare il numero dei Cacciatori.
Peccato che solo dopo pochi mesi il risultato ottenuto sia una situazione ESTREMAMENTE GRAVE, viste le dimissioni di Presidenti e Responsabili che hanno interessato alcuni importanti Distretti e vista la reazione di molti Cacciatori che hanno prospettato il distacco da una Caccia di Selezione cosi mal-gestita.
A tal proposito basta guardare le lettere che i vari Distretti hanno inviato alla sede dell’ATC, lettere che naturalmente per ora non hanno avuto alcun riscontro da parte dei destinatari (vedi P.S.); d’altronde c’é chi “comanda e decide” e dopo, ma molto dopo, il “suddito”, che naturalmente, come sempre, paga e in questo caso paga veramente e più volte (tasse nazionali, regionali, ATC, contributi Caccia di Selezione, ecc.).
Per chi legge la presente, non sarà necessario procedere alla conta dei Cacciatori che si schierano da una parte o dall’altra, basterà fare una considerazione: i circa 1250 Cacciatori che hanno praticato fino alla stagione passata la Caccia di Selezione la praticavano con Regolamenti che tutti accettavano (altrimenti avrebbero abbandonato), invece i nuovi regolamenti hanno provocato una vera e propria ribellione tra Presidenti, Responsabili e Cacciatori tanto da far prospettare l’abbandono di un gran numero di essi e il disamore di molti altri. L’ATC e tutti i componenti del Comitato sono certi di volersi assumere la responsabilità di un crollo nell’attuazione dei PPA, in un momento in cui invece è richiesto da tutte le parti interessate (agricoltori, enti, politici, ecc.) un maggior impegno nel controllo della Fauna? Ogni Cacciatore che rinuncia o si disamora porta con sé una possibile riduzione di almeno tre prelievi,
provate a moltiplicare tale numero per 200/300 o più (molti di più). Quale potrebbe essere la perdita economica diretta e indiretta a seguito di tutto ciò?
Potremmo andare avanti ancora per molto ma vogliamo spendere solo una parola in più per dimostrare in maniera definitiva l’arroganza e la protervia con cui è stata gestita tutta la “cosa”.
Mai, nessuno, ha pensato di chiedere consigli o suggerimenti al vero e unico “padre” della Caccia di Selezione in Provincia di Arezzo, il Dott. Luca Mattioli, che dal quel 30 aprile è sembrato non esistere più, forse perché troppo preparato nell’argomento, troppo tecnico e poco propenso ad adattarsi pedissequamente “al vento impazzito”, insomma una persona e un tecnico-faunistico “serio” e quindi “scomodo”.
A lui va il ringraziamento riconoscente di tutti i Cacciatori di Selezione.
Arezzo 26 dicembre 2015
P.S.: Dopo la stesura della presente qualche Distretto ha ricevuto un “risposta” dal Presidente dell’ATC, ma più che una risposta “pensata” sembra “buttata li” per quanto infarcita di “errori ed omissioni” perché il Presidente scrive << vogliamo ricordarle che il Regolamento Transitorio è stato approvato il 30 aprile 2015 e il Comitato di Gestione dell'ATC scrivente si è insediato il 4 maggio 2015, >>, peccato che il “Regolamento Transitorio……” porti una data molto più tarda e cioè l’11 giugno 2015 e il n°322.
Altra imprecisione: il Presidente afferma << Le istruzioni di caccia sono state predisposte, conformemente al regolamento transitorio>>,peccato che nelle Istruzioni di Caccia si introduca una norma non prevista in alcun Regolamento “Inoltre, due cacciatori della stessa sottozona potranno, in caso di reciproco accordo, effettuare l’uscita di caccia, contemporaneamente nello stesso appostamento.”
Segue l’elenco dei vari Decreti Provinciali .
n.226 del 30/04/2105 Nomina Comitato di Gestione ATC-Arezzo
n.227 del 30/04/2015 Cessazione e Revoca della delib.n.199 del 23/04/2014 “Regolamento Caccia di sezione…omissis”
n.228 del 30/04/2015 Regolamento Caccia di Selezione…omissis
n.233 del 30/04/2015 Decadenza delibera n.401 del 02/09/2013 “Convenzione UNCAA –URCA Provinciale”
n.281 del 22/05/2015 Calendario Venatorio 2015/2016
n.319 del 11/06/2015 Contributo economico Caccia di Selezione Cervidi e Bovidi
n.322 del 11/06/2015 Regolamento transitorio per l’esercizio della Caccia di Selezione….omissis… a modifica del n.228 del 30/04/2015
nn.506 e 507 del 28/09/2015 Dimissioni rappresentati Enti Locali dalla ATC Arezzo
n.513 del 28/09/2015 Caccia di Selezione – Provvedimenti (non applicabilità art. 4.1 e 4.4 Piano ACATER Orientale) e mezzi consentiti per la Caccia al Cervo.
n.577 del 02/11/2015 Nomina dei 2 componenti del comitato ATC in rappresentanza degli Enti Locali
Il presidente URCA-UNCAA Arezzo
Meacci Marsilio

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